“Avere scarsa autostima è come percorrere la strada della vita con il freno a mano tirato.”
Negli ultimi decenni l’autostima, che è sempre stata una necessità personale pressante, ha guadagnato notevole importanza. La nuova realtà economica e sociale ha posto nuove sfide nei confronti della fiducia verso noi stessi.
Nel corso degli anni sono state assegnate numerose definizioni all’autostima: ve ne sono alcune molto semplici e altre molto scientifiche e articolate. Probabilmente, una delle più interessanti è quella del Prof. Burns, psicologo statunitense: “l’autostima è un modo di pensare, sentire, e agire che implica che tu accetti, rispetti, hai fiducia e credi in te stesso”.
È una bellissima definizione e racchiude tutti gli aspetti fondamentali dell’autostima. L’insieme dei pensieri e delle emozioni che rivolgiamo a noi stessi rappresenta il grado di accettazione della nostra persona. Iniziare ad avere più fiducia in noi stessi, accettando non soltanto le nostre caratteristiche positive, ma soprattutto quelle negative, ci consentirà di vivere in maniere più serena e confortevole.
Avere un certo grado di autostima, sicurezza in sé stessi, nei propri punti di forza e potenzialità è molto importante, non solo nella vita privata ma anche sul posto di lavoro.
Dunque, cos’è l’autostima? Ebbene non è altro che il processo che porta l’individuo ad apprezzare sé stesso con tutte le sue potenzialità e punti deboli. Si tratta di qualcosa che alcuni individui sviluppano fin da piccoli, altri devono lavorare a tale processo, in maniera tale da diventare sempre più sicuri di sé nel corso del tempo. Se sei una persona che tende a vedere il “bicchiere mezzo pieno”, vivrai le tue giornate nel migliore dei modi, senza angosce, sentimenti negativi e distruttivi. Sarai in grado di concentrarti sui tuoi potenziali, pronto a metterti in gioco senza alcun tipo di timore, saprai imparare dagli errori e non aver paura di sbagliare. Essere sicuro delle tue capacità ti aiuterà anche a relazionarti in maniera ottimale con i colleghi ed i datori di lavoro. Il segreto è quello di non sentirti inferiore ed incapace di fare le cose. “Nessuno nasce già imparato”, recita un famoso detto, dunque, rimboccati le maniche e cambia il modo di vedere e considerare te stesso.
A volte, deleghiamo il nostro valore a ciò che gli altri pensano di noi. Se gli altri si mostrano rispettosi e affettuosi nei nostri confronti ci sentiamo adeguati e amati, se sono distanti e scortesi anche la nostra autostima riceve brutti colpi e tendiamo a criticarci ingiustificatamente.
Se la nostra autostima è bassa, questa mancanza crea un senso di vuoto che tendiamo a riempire con le situazioni o giudizi esterni. Questa esigenza di colmare il vuoto porta a comportamenti disperati, ripetitivi, si diventa dipendenti.
La dipendenza è l’attaccamento che si ha nei confronti delle cose e delle persone esterne che servono per colmare un’esigenza interiore. Se la nostra autostima è conseguenza di situazioni esterne, non saremo mai padroni di essa e non riusciremo mai ad essere indipendenti. Una bassa autostima ci predispone ad altri disagi psicologici: ansia, tristezza, depressione, rabbia, rapporti interpersonali negativi. È importante cominciare a costruire la propria autostima al fine di evitare di rimanere in balìa delle onde esterne.
Sviluppare l’autostima vuol dire sviluppare confidenza e forza dentro gli stessi.
Le basi del nostro valore sono interne e non esterne.
Il fenomeno noto come “sindrome dell’impostore” (Clance e Imes, 1978) o “sindrome di Achille” (Clarkson, 1994) consiste nella difficoltà a riconoscersi pienamente competenti e capaci e – anche a fronte di successi e palesi riconoscimenti di stima – vivere la sensazione di essere inappropriati, aggiungendo il timore di essere “smascherati” nella propria incompetenza.
Questo atteggiamento fonda su un’autostima poco solida e determina quella che N. Branden chiama “ansia da successo”: un forte timore di non essere in grado di ricoprire il ruolo a cui si viene assegnati o di non riuscire a portare avanti la propria impresa. Un timore che, secondo il meccanismo della profezia che si auto-avvera, porta la persona a sabotare i propri piani, cioè a mettere in atto comportamenti che, sul lungo termine, finiscono col compromettere la realizzazione personale.
Quando si verificano questi meccanismi non vi è altra strada che affrontare le fonti di distorsione dell’autostima e cercare di consolidare la sicurezza personale.
Diverse sono le strategie per migliorare la propria autostima. Non è qualcosa che si sviluppa da un giorno all’altro, ma il risultato di nuove decisioni, comportamenti, modi di pensare. L’autostima deve essere costruita gradualmente grazie alla forza di volontà e al desiderio di migliorare.
Il primo passo per migliorare la propria autostima è prendere consapevolezza delle proprie caratteristiche ed accettarle. Accettare le proprie qualità, positive e negative, non significa rassegnarsi, anzi, questo è il primo punto per migliorarci.
Coltivare la propria autostima vuol dire coltivare un punto di riferimento stabile nella propria vita, e non rischiare di essere in balìa delle situazioni esterne.
Per stare bene e vivere pienamente e con soddisfazione la propria vita, è importante essere comprensivi con sé stessi e non lasciarsi sminuire da fattori esterni.
Avere poca autostima rappresenta un vero e proprio ostacolo. Infatti, se sei una persona che vede tutto negativo, che ha paura di mettersi in gioco, le cui espressioni preferite sono “non posso! Non riesco! È difficile!” allora è arrivato il momento di cambiare rotta. La bassa autostima è per te un problema perché ti ostacola ogni giorno nel raggiungimento di obiettivi costruttivi. Se ti arrendi ancor prima di cominciare non arriverai da nessuna parte, soprattutto da un punto di vista professionale. Non è tutto, in quanto se ti senti insicuro e titubante, anche gli altri tenderanno a vederti così e dunque automaticamente non avranno fiducia in te e nel tuo operato professionale. Ricordati che il tuo livello di autostima non è scritto nei tuoi geni, dunque non è qualcosa di statico, puoi lavorarci in qualsiasi momento, imparando ad apprezzarti in tutte le tue sfumature. Tu sei il primo giudice di te stesso, sei l’artefice della tua vita e dei tuoi successi lavorativi.
1. Focalizza i tuoi punti di forza
Un primo passo per incrementare la tua autostima a lavoro, e non solo, è quello di concentrarti sui tuoi punti di forza. Fai una lista di tutte le tue potenzialità e impara a valorizzarle. Renderti conto dei tuoi miglioramenti e successi, anche piccoli, ti aiuterà ad aumentare la fiducia nelle tue capacità oltre che ad assumere un pensiero positivo.
2.Non smettere mai di imparare ed essere curioso
Ricordati che nella vita non si smette mai di imparare. Mantieniti sempre informato su tutte le tendenze appartenenti al tuo settore professionale. Un modo per lavorare meglio ed essere sicuri di sé stessi è proprio quello di conoscere fino in fondo tutti gli strumenti di lavoro e le caratteristiche del settore di propria competenza. Dunque, continua ad imparare, ad essere curioso, a fare domande, e frequentare corsi di aggiornamento. Se sei una persona informata, agli occhi dei tuoi colleghi risulterai interessante, una sorta di punto di riferimento e questo non farà che bene alla tua autostima.
3.Mettiti continuamente alla prova
Se vuoi davvero crescere ed incrementare la tua autostima, allora abbi la forza ed il coraggio di uscire dalla tua “comfort zone”. Mettiti alla prova, accetta nuovi incarichi e mansioni, affronta le novità a testa alta. Lo so, tutto questo spaventa, tuttavia l’adrenalina e la sfida con te stesso ti faranno acquisire maggiore fiducia, soprattutto se porti a termine con successo il tuo lavoro. Nel caso in cui i risultati non siano il top, non devi scoraggiarti ma imparare dai tuoi errori. Se sbagli oggi, domani farai meglio. Una vita senza errori non comporta alcuna crescita personale e professionale. Bisogna imparare a concepire l’errore come una lezione di vita.
4.Elimina il linguaggio negativo
La negatività attira altra negatività. Pensare a te stesso come un “fallito” una persona incapace di vincere le paure ed i limiti, non ti porterà a nulla di buono. Cerca di focalizzarti sulle cose positive ed elimina dal tuo linguaggio tutte quelle parole che richiamano alla negatività. Tanto per fare un esempio, evita di dire: “non posso farlo, non ci riesco, è troppo complicato per me, meglio fare qualcosa di più semplice”. Cerca di sostituire queste espressioni con altre di carattere positivo del tipo: “come potrei fare? In che modo potrei migliorare? Che tecniche potrei adoperare per riuscire nell’intento?”. Insomma, poniti delle domande costruttive, evitando affermazioni e pensieri negativi. Ricorda, ogni problema per essere chiamato tale presuppone la presenza di una soluzione.
5.Non gettare mai la “spugna”
Per incrementare le tue potenzialità, l’autostima e la fiducia in te stesso, non gettare mai la spugna. Non ti arrendere alle prime difficoltà ma persisti. Sii più forte delle avversità, senza scivolare nella negatività. Si tratta prima di tutto di un lavoro mentale che devi fare su te stesso, imparando a non abbatterti appena qualcosa non va esattamente come volevi e come avevi pianificato. Poniti degli obbiettivi, anche piccoli e lavoraci ogni giorno con decisione e fermezza. Per crescere personalmente e professionalmente bisogna essere decisi ed avere la volontà di farlo. Senza la giusta motivazione non otterrai dei risultati soddisfacenti. Non dimenticare la lezione più importante, ossia tutto è possibile nella vita, basta volerlo.
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